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OSHO: Meditazione per persone indaffarate
Strategie per alleviare lo stress di chi non ha tempo per meditare.

INTRODUZIONE

Quando sei indaffarato, coinvolto in qualcosa di importante al lavoro, oppure preso da un problema emotivo a casa, potresti parlare del bisogno di “mollare tutto” oppure di “entrarci totalmente”. Ma questo è il solo approccio alla vita? Che dire della possibilità di “elevarsi al di sopra delle cose”, tirarsi indietro e vedere un quadro d’insieme più ampio?
Il programma di oggi tratta di come trascendere la pressione delle preoccupazioni quotidiane, evitando di restare intrappolati nelle complessità della mente. Con le tecniche moderne, non ti devi ritirare sulla cima di una montagna sacra per acquisire una prospettiva migliore rispetto alle cose.

Nel discorso di oggi Osho parla del miraggio del successo e del fallimento, dicendo che tutto ciò che conta è essere te stesso. Puoi possedere il mondo intero, ma se non sei te stesso, non significa nulla.

OSHO TALK – Le parole di Osho

Qualsiasi successo è solo uno sforzo per coprire il fallimento. Esiste un unico successo, non ce ne sono molti – e quell’unico successo è conoscere se stessi, essere se stessi.
Puoi avere denaro, puoi avere fama, puoi avere prestigio, ma se non sei, che importanza può avere? Puoi possedere il mondo intero, ma se non sei, che senso ha?
L’intero conflitto della mente umana è tutto qui. Queste sono le due direzioni: avere ed essere. In Occidente si è lavorato strenuamente per avere di più; in Oriente abbiamo lavorato strenuamente per essere di più.
Occorre comprendere qualcosa di importante. Ogni epoca crea il proprio mito con cui vivere. Il mito moderno è quello della persona completamente analizzata. Le persone cercano di analizzarsi completamente, nella speranza che, grazie a un’analisi completa, possa nascere la gioia.
Non accade. Perfino Sigmund Freud, il fondatore della psicanalisi, non era un uomo felice. E se non è accaduto al fondatore, non accadrà a nessuno.
L’Oriente ha operato in modo del tutto diverso. L’Oriente dice che la mente non deve essere analizzata, si deve uscire dalla mente.
E la meditazione è questo. La meditazione è l’esatto contrario dell’analisi.
Meditazione significa questo: vedendo che la mente è sconfinata, non è affatto necessario preoccuparsene – ne puoi uscire. Tu non sei la mente – perché entrarci? Ne puoi scivolare fuori. La mente resta al suo posto, ma tu ne sei fuori; e quando ne sei uscito, sei il padrone della tua mente – in quel caso la puoi usare, a quel punto non ne sarai più usato.
Quando ne sei diventato consapevole, scordati dell’analisi e cerca qualcosa di totalmente diverso – quello è meditazione. Meditazione non vuol dire che devi pensare alla mente – ne devi uscire. La meditazione è una fuga dalla mente: crea una distanza rispetto alla mente, ne è una trascendenza.
E nel momento in cui ti ergi al di sopra della mente, ne sei lontano, distaccato, un osservatore sulle colline, le cose sono del tutto diverse. In quel caso, quei problemi non sono più rilevanti. Quando ne sei invischiato, sono rilevanti. È come avere un sogno, un incubo, nella notte, ed esserne veramente ossessionato.
Un leone ti segue e tu corri e corri, e il leone si avvicina sempre di più, attimo dopo attimo; ne puoi sentire il fiato sulla schiena… è terribile! E inizi a salire su un albero, e il leone si arrampica a sua volta – perché in un sogno tutto è possibile. Il tuo cuore batte all’impazzata, tutto il tuo corpo sta sudando. E quando arrivi in cima all’albero, anche il leone è lì con te. Un urlo ti scuote, e a causa di quell’urlo ti svegli.
All’improvviso ti metti a ridere, sebbene il tuo corpo stia ancora tremando e il tuo respiro non si sia acquietato, e il tuo corpo stia sudando… la tua fronte è ancora madida di sudore. Ma adesso ti metti a ridere: ridi di tutta quella storia, della sua ridicolaggine… era soltanto un sogno.
Cos’è successo? Solo un istante prima ne eri coinvolto. Non era un sogno perché tu eri partecipe, ne eri identificato, pensavi fosse una realtà. L’idea che fosse reale ti stava facendo impazzire. Ora che ne sei fuori, distaccato, attento e presente, puoi vedere che era solo un sogno.
La mente è un sogno – a volte molto dolce e a volte un vero incubo. Ma è un sogno.

Tratto da: Sufis: The People of the Path, Volume 2 – Capitolo 10

ISTRUZIONI per la MEDITAZIONE

Diventa la vastità che ti circonda.
Non puoi trovare situazione migliore per meditare di quando sei in volo ad alta quota.
Più si sta in alto, più facile è meditare. Per questo, da secoli, chi medita si trasferisce sull’Himalaya: per trovarsi ad alta quota.
Quando la forza di gravità diminuisce e si è molto lontani dal livello terrestre, diminuiscono gran parte delle attrazioni terrestri. Sei lontano dalla società corrotta creata dall’uomo. Sei circondato dalle nuvole e dalle stelle e dalla luna e dal sole e dallo spazio sconfinato…
La meditazione di oggi “Inizia a sentirti un tutto unico con la vastità” è ideale quando viaggi in aereo, e se lavori come membro di un equipaggio di aeroplano. Puoi anche praticarla se ti trovi in cima a un grattacielo con un’ampia vista panoramica, o in alta montagna; oppure, se ne comprendi il principio, la puoi utilizzare in qualsiasi altra situazione simile in cui ti senti allontanare dalla Terra – come su una gru molto alta.
In questa meditazione, espandendo i tuoi confini personali, crei un incredibile rilassamento.

DIVENTA LA VASTITÀ CHE TI CIRCONDA

Useremo l’esempio dell’aeroplano in queste istruzioni, le potrai poi modificare in funzione della tua situazione specifica…

Inizia a sentirti tutt’uno con la vastità che ti circonda, e fallo in tre passaggi.

Il primo passo: per alcuni minuti immagina di espanderti… Ben presto sarai in grado di sentire di essere diventato più grande e più grosso – stai riempiendo l’intero aeroplano.

A quel punto segue il secondo passo: senti che ti stai espandendo ancora di più; sei più grande dell’aereo stesso, di fatto ora l’aeroplano è dentro di te.

E il terzo passo: ora senti di esserti espanso nella totalità del cielo. Adesso le nuvole che corrono nel cielo, e la luna e le stelle, stanno fluendo dentro di te: tu sei immenso, sconfinato.
Questa percezione diventerà la tua meditazione, e ti sentirai completamente rilassato, tutte le tensioni sono scomparse, non c’è alcuno stress – accadrà spontaneamente.
All’arrivo, dopo quel volo, sarai più fresco di quando sei partito.

In realtà, all’inizio, quando gli aerei erano ancora un’invenzione recente, il brivido che creavano era proprio legato all’emozione di trovarsi in cielo! Ma non facciamo che perdere esperienze di valore, perché anch’esse diventano un’abitudine.
Ora che la gente prende un aereo quasi ogni giorno, chi si preoccupa più di guardare il cielo e di osservare i meravigliosi arabeschi dai colori psichedelici che il sole disegna sulle nuvole? Chi vede più queste cose?
Comincia dunque a osservare il cielo che ti circonda quando sei in volo e, un po’ alla volta, lascia che il tuo cielo interiore incontri il cielo esteriore.
Perché accada, questa meditazione sarà utilissima. Adesso, per qualche minuto pensa di diventare più grosso… e poi così grande da contenere in te ogni cosa.
Questa sarà una meditazione estremamente rilassante.