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OSHO: Meditazione per persone indaffarate
Strategie per alleviare lo stress di chi non ha tempo per meditare.

INTRODUZIONE

Se sei una persona impegnata, probabilmente usi molto la mente. È ottima in moltissime cose, uno splendido strumento. Ma sei tu a usarla, oppure è lei che usa te? Per esempio, sei in grado di disattivare la tua mente, quando vuoi meditare? Chi è il padrone e chi è il servitore? Un modo per fermare la mente è sorprenderla con qualcosa di nuovo. Alla mente, all’ego piace ciò che è conosciuto, qualcosa di atteso, i tuoi schemi di comportamento e di pensiero abituali.
La meditazione di oggi è una sorta di tattica scioccante, una semplice tecnica che lascia la tua mente perplessa, ti cura dalle vecchie abitudini, e porta nella tua vita un approccio più fresco.

Oggi Osho afferma che la meditazione non è una questione di sforzo. Lo sforzo è una funzione della mente, e la mente non è altro che un disturbo per la meditazione. Per raggiungere la nonmente della meditazione devi semplicemente svegliarti dal sonno della mente.

OSHO TALK – Le parole di Osho

La meditazione non ha nulla a che vedere con la mente; meditazione significa semplicemente uno stato di nonmente. Il funzionamento della mente è l’unico disturbo, in meditazione. Se stai tentando di conseguire la meditazione attraverso la mente, fallirai inevitabilmente, è giocoforza che tu fallisca. Stai tentando di realizzare qualcosa di impossibile.

Un iniziato allo Zen meditava da anni e ogni volta che andava dal suo Maestro, qualsiasi esperienza gli sottoponeva, il Maestro si limitava a respingerlo: «Sono tutte assurdità, torna a meditare!»
Un giorno il Maestro andò alla capanna del discepolo che era seduto nella posizione del Buddha. Il Maestro lo scosse e gli disse: «Che cosa stai facendo qui? Se avessimo bisogno di un Buddha di pietra, potremmo scegliere tra i tanti che abbiamo nel tempio! Il semplice stare seduto come un Buddha di pietra non ti porterà a conseguire l’illuminazione. Fa’ ciò che ti ho detto di fare… immobilizzare semplicemente il corpo, non porterà la tua mente a scomparire, poiché è attraverso la mente che imponi al corpo una disciplina forzata. Qualsiasi cosa fatta con la mente non farà che rafforzarla. È un nutrimento per la mente».
Passò un anno e il Maestro ritornò. Il discepolo era seduto in una sorta di euforia, si godeva la brezza mattutina e il sole, a occhi chiusi, pensando di meditare.

Il Maestro prese un mattone e iniziò a sfregarlo su una pietra, di fronte al discepolo. Il fastidio era tale che alla fine il discepolo fu costretto a urlare: «Che cosa fai? Cerchi di farmi impazzire?»
Il Maestro disse: «Sto cercando di tirar fuori uno specchio da questo mattone. Se lo si sfrega a sufficienza, penso che possa diventare uno specchio».
Il discepolo rise e disse: «Ho sempre sospettato che fossi un po’ pazzo, adesso ne ho la prova! Il mattone non potrà mai diventare uno specchio. Puoi sfregarlo su quella pietra per vite intere… quel mattone rimarrà sempre un mattone!»
Il Maestro disse: «Questo dimostra un granello di intelligenza! Allora che cosa stai facendo, tu? Per anni hai cercato di ottenere la meditazione dalla mente: è come cercare di ottenere uno specchio da un mattone!»

E il Maestro gettò il mattone nello stagno che si trovava nei pressi dell’albero sotto cui era seduto il discepolo. Il mattone fece un tonfo sordo e quel semplice suono fu sufficiente a fare il miracolo: qualcosa nel discepolo si risvegliò. Un sonno fu spezzato, un sogno fu scosso profondamente: divenne consapevole. Per la prima volta assaporò qualcosa della meditazione.
E subito il Maestro disse: «Ecco cos’è!»

Accadde in modo così inaspettato… il discepolo fu colto di sorpresa. Non si aspettava che accadesse, che il Maestro gettasse all’improvviso il mattone nello stagno… e il tonfo!

Basho ha un haiku splendido:

Un vecchio stagno.
La rana salta.
Il suono…

Tutto qui! Il suono ti può risvegliare.

La meditazione non è una questione di sforzo, perché qualsiasi sforzo avverrà attraverso la mente, sarà della mente, frutto della mente. Come potrà mai portarti al di là della mente? Non farai altro che muoverti in circolo nella mente. Devi svegliarti! La mente è sonno, la mente è un perenne processo di sogno, di desiderio, di pensieri, di ricordi.

La consapevolezza non è attenzione; la consapevolezza è rilassamento, è riposo.
Riposa dunque in silenzio. I pensieri passeranno, non è necessario preoccuparsene, che cosa possono fare? I desideri andranno e verranno, osservali mentre vengono e se ne vanno; non introdurre alcuna valutazione. Non dire: «Questo è buono, questo è cattivo». Non dire: «Aha! Ecco qualcosa di grande, di spirituale, di incredibile!» Avrai qualche sensazione lungo la spina dorsale, potrebbe essere solo una formica che si muove e tu inizi a sentire la tua kundalini che si eleva; oppure una semplice immaginazione, vedi qualche luce dentro di te, cosa non difficile… puoi vedere una luce, puoi vedere colori, colori psichedelici. Puoi sperimentare cose bellissime, ma sono tutte immaginazioni, per quanto colorate e belle siano.

Osserva semplicemente, senza alcuna predilezione, senza nessuna scelta. Se riesci a essere consapevole di tutto ciò che è all’esterno e all’interno, senza scegliere nulla, un giorno la meditazione accadrà. Non è qualcosa che devi fare.
Tu puoi fare soltanto una cosa, ovvero apprendere l’arte di osservare, osservare senza alcun giudizio. In questo caso, un giorno ti rilassi semplicemente, e in quel rilassamento totale, ecco la pura consapevolezza.
Tutti i pensieri sono scomparsi, tutti i desideri sono scomparsi; la mente non si trova più da nessuna parte. Quando non si trova la mente, quella è meditazione. Meditazione è uno stato di nonmente.

Tratto da: Philosophia Ultima – Capitolo 1
Disponibile in italiano: Questa è la vita

INSTRUZIONI per la MEDITAZIONE

La meditazione di oggi è un metodo di consapevolezza per spezzare le vecchie abitudini; porterà nella tua vita una brezza rinfrescante.
La tecnica si basa sulla comprensione che le nostre menti possono funzionare soltanto con ciò che è vecchio, nel momento in cui la mente si confronta con qualcosa di nuovo, perde ogni abilità. Le nostre abitudini sono frutto di una ripetizione costante: più facciamo qualcosa, più acquisiamo abilità e più ne diventiamo degli esperti. Piano piano, tutti diventiamo esperti – esperti nell’infelicità, esperti nella rabbia, esperti nella tristezza. E questa abilità domina la mente intera… diventa qualcosa di automatico. Il modo per uscire da questo solco è canalizzare quelle energie in una nuova direzione, così da…

PORTARE QUALCOSA DI NUOVO

Il metodo è questo: quando ti trovi a ricadere in una vecchia abitudine, fai l’esatto opposto, immediatamente, non aspettare! Se hai la tendenza ad arrabbiarti – ogni volta che vedi spuntare la rabbia, fai l’opposto: sii felice! Da’ a quell’energia un modo diverso di esprimersi. Ha bisogno di una via d’uscita.
Il problema è come non ricadere nel vecchio solco, ma canalizzare l’energia in una nuova direzione. Quando hai capito il trucco, diventa facile. È diventata per te un’abitudine essere triste o arrabbiato… fa’ una cosa semplice: vai a fare una lunga passeggiata, mettiti a ballare. Lascia che la danza all’inizio sia un po’ rabbiosa… è inevitabile – sei in collera, come potresti diventare felice, all’improvviso? Inizia a danzare in quella rabbia, e la danza devierà quella collera. Hai introdotto qualcosa di nuovo, in questo modo hai creato perplessità nella mente.

Ti senti triste? Danza, oppure vai a farti una doccia e osserva come la tristezza svanisce dal tuo corpo, mentre il calore del corpo diminuisce. Senti come l’acqua si riversa su di te, la tristezza viene rimossa semplicemente come vengono lavati via dal tuo corpo il sudore e la polvere.
Osserva ciò che accade; cerca di mettere la mente in una situazione che le impedisca di funzionare alla vecchia maniera. Andrà bene qualsiasi cosa; in effetti, tutte le tecniche che sono state sviluppate nel corso dei secoli non sono altro che modi per cercare di distrarre la mente dai suoi vecchi schemi di funzionamento.
Per esempio, se sei arrabbiato, fai semplicemente alcuni respiri profondi; inspira a fondo ed espira a fondo per due minuti e poi guarda dov’è finita la tua rabbia. In questo modo, confondi la mente, che non riesce a trovare una connessione fra le due cose: «Da quando in qua» si chiederà la mente «una persona arrabbiata respira profondamente? Cosa sta succedendo?»

Perciò, fai qualsiasi cosa, ma non ripeterla mai: il segreto sta proprio qui. Altrimenti, se cominci a fare la doccia ogni volta che sei triste, la mente si abituerà; dopo due o tre volte imparerà questo nuovo schema e dirà: «Ho capito! Fai la doccia perché sei triste». A quel punto la doccia diverrà parte integrante del tuo essere triste. Perciò, non fare mai la stessa cosa; sii innovativo, usa l’immaginazione e continua semplicemente a disorientare la tua mente ogni volta.
Se il tuo compagno dice qualcosa che ti fa arrabbiare; di solito, quando accade, ti viene voglia di picchiarlo o di lanciargli addosso qualcosa. Questa volta prova a fare una cosa diversa: avvicinati e abbraccialo! Dagli un bacio e stupisci anche lui: insieme alla tua mente, anche lui rimarrà disorientato.

All’improvviso la situazione non è più la stessa e a quel punto ti accorgerai che la mente è un meccanismo che, messo di fronte a una novità, non riesce a reagire e resta semplicemente disorientato. Non riesce a interagire con qualcosa di nuovo!

Dunque, l’intera metodologia consiste nel mettere in campo sempre qualcosa di nuovo… porta nella stanza una nuova brezza. Apri la finestra e lascia entrare una fresca ventata di nuovo!