Uno specchio limpido

Uno specchio limpido

66

«La vera comprensione arriva quando smetti di interpretare e ti limiti semplicemente ad ascoltare!»

~

Risvegliarsi nello Zen è possibile… occorre però creare uno spazio di ascolto; solo così la pura e semplice realtà può dischiudersi di fronte a noi.

«La tua mente è addormentata, tuttavia non riesci ad accorgertene, perché sembri perfettamente sveglio e hai gli occhi aperti. Ma i tuoi occhi hanno mai visto qualcosa? Sembri perfettamente vigile, tutt’orecchi, ma hai mai ascoltato davvero qualcosa?

Dici di sì, perché stai sentendo le mie parole, ma mi stai realmente ascoltando oppure stai dando retta alla mente che c’è dentro di te? La tua componente mentale commenta in continuazione: sono qui che ti parlo, ma tu non mi stai ascoltando davvero.

La tua mente commenta senza sosta: “Certo, ha proprio ragione,” dice “sono d’accordo!” oppure: “Non sono d’accordo, è assolutamente falso!”.

Davanti a me c’è la tua mente, che non smette mai di produrre commenti, e questo continuo commentare, questa nebbia creata dalla mente, mi impedisce di penetrare dentro di te.»

Uno specchio limpido

Risvegliarsi nello Zen

Collana: Oscar Spiritualità

Formato: 12,5 x 19,7 – rilegato in brossura

Pagine 364 – Prezzo 13,00 euro

«La prima cosa: l’esistenza si preoccupa di ciò che ti accade. L’esistenza prega in continuazione, affinché ti accada l’Assoluto. E, in realtà, tu non sei altro che una mano che il Tutto protende, per raggiungere l’Assoluto, tu non sei altro che un’onda proveniente dal Tutto, protesa a toccare la luna. Tu non sei altro che un fiore pronto a schiudersi, così che il Tutto, per tuo tramite, si ricolmi di fragranza.

L’esistenza si limita a risponderti, qualsiasi cosa tu sia. L’esistenza ti dà soltanto, amplificandolo, ciò che sei. Se dentro di te possiedi un’infinità di fiori che stanno spuntando, l’esistenza riverserà su di te milioni di altri fiori; se in te hai una profonda depressione, l’esistenza aiuterà anche quella: riverserà in te una depressione un milione di volte più potente. Qualsiasi cosa tu sia busserà alla tua soglia; qualsiasi cosa tu sia ti verrà data in quantità immensamente più grande. Pertanto, sta’ attento e all’erta.» Osho

La misteriosa alchimia che accade, allorché si ascolta qualcuno che si è dissolto nell’esistenza al punto da esserne vettore, è stata definita “effetto diapason”. E spiegata così: avvicinando due diapason e sollecitandone uno, l’altro dopo un po’ inizierà a vibrare alla stessa frequenza. 

In Oriente, con il Buddha in particolare, questo effetto viene avvertito nella sfera della consapevolezza tra un Maestro e un discepolo. E si è parlato di una trasmissione della fiamma: simile a una candela spenta, il discepolo si avvicina, molto lentamente, alla fiamma vivida del Maestro… ed ecco che, d’un tratto, un guizzo improvviso – inspiegabile, imponderabile, sorprendente – accende la seconda candela, senza alcun contatto tra i due.

Più di tanto non è traducibile in parole, rimane uno di quei misteri che rendono la vita meravigliosa e stupefacente… si può soltanto tentare di creare per se stessi l’opportunità di una simile esperienza.

«La vera domanda non è come fare a incontrare il divino, quanto piuttosto come essere a casa, in modo che quando bussa alla tua porta, ti trovi là. Non sei tu che devi trovare il divino: è lui che deve trovare te!

Si tratta, dunque, di una vera e propria meditazione. Una persona che ha raggiunto la vera comprensione, non si preoccupa di Dio o della composizione della materia, perché non è un filosofo. Cerca semplicemente di essere a casa, di smettere di preoccuparsi del passato e del futuro, di radicarsi nel quieora e di non lasciare più il presente. Quando sei nel momento presente, la porta si apre: questo preciso istante è la soglia.

Da qualche parte c’è sempre una porta, una possibilità: devi semplicemente cercarla.

Se fosse impossibile, se non ci fosse alcuna possibilità, il problema non esisterebbe. La questione si pone perché esiste un’opportunità: dentro di te c’è sempre un minimo di consapevolezza. Se fossi assolutamente inconsapevole, la questione non si porrebbe; se fossi in coma non ci sarebbero problemi, ma non è così: sei immerso nel sonno, ma non sei totalmente addormentato. Esiste un varco, una via di fuga: devi solo scoprire dentro di te la possibilità di essere vigile, attento e presente.

La possibilità esiste! Se fai uno sforzo, riuscirai a catturare quell’unico raggio di luce che c’è dentro di te e quando l’avrai catturato, anche il sole non sarà più molto lontano. Grazie a quel singolo raggio riuscirai a raggiungerlo: quella lama di luce diventerà la tua via.

Perciò ricorda: scopri l’attenzione consapevole e fai in modo che diventi una realtà costante, ventiquattr’ore su ventiquattro, qualsiasi cosa tu faccia. Quando mangi, cerca di prestarci attenzione, nutriti in modo consapevole; quando cammini, fallo con consapevolezza; quando ami, ama in modo consapevole: provaci!

La presenza consapevole non può diventare totale da un giorno all’altro, ma se riuscirai a catturare anche solo quell’unico raggio, sentirai un appagamento profondo, perché, che tu riesca a raggiungere un solo raggio o il sole intero, la qualità della luce è sempre la stessa. Che tu assaggi una goccia d’acqua di mare o beva l’intero oceano, il sapore salino è sempre uguale, e quel sapore diventa il tuo satori, il tuo barlume.

Ascolta le mie parole restando attento e presente; ogni volta che ti accorgi di esserti di nuovo addormentato, torna indietro: scuotiti un po’ e riporta qui te stesso. Se mentre cammini per strada ti accorgi che ti stai muovendo come un sonnambulo, scuotiti leggermente, dando una lieve scrollata a tutto il tuo corpo: sii attento e presente. Quello stato di presenza consapevole permarrà solo per alcuni istanti e poi ti sfuggirà di nuovo, perché hai vissuto addormentato per troppo tempo e il sonno è diventato un’abitudine così radicata che ti sembra impossibile contrastarlo.»

Acquista ora