SILENZIO – IL LINGUAGGIO DELL’ESISTENZA

SILENZIO – IL LINGUAGGIO DELL’ESISTENZA

silenzio-linguaggio-esistenza-350Sintonizzarsi con un diverso livello esistenziale, è questa l’opportunità che il libro dischiude. Una sfida che potrebbe fare la differenza…

“Se puoi fare esperienza del dolore, perché non potresti sperimentare la gioia? Se riesci a percepire e riconoscere il dolore, significa che puoi sentire anche la gioia, perché il dolore non è altro che assenza di gioia. Se puoi conoscere la malattia, di certo sei in grado di conoscere la salute; se riconosci l’inferno, puoi sicuramente riconoscere il paradiso. Quando avrai trovato il diamante, dunque, non dovrai chiedere conferma di averlo trovato davvero; una volta scoperto userai queste stesse parole: Ho trovato il diamante e l’ho avvolto nel mio mantello, perché dunque riaprirlo di continuo? Non ci sarà più alcuna incertezza, perché l’esperienza va al di là del dubbio!”

Osho nel testo, capitolo 5 – Il silenzio del cielo interiore

Mai come in questo momento si avverte la necessità di un’intima chiarezza che aiuti ad affrontare, ma soprattutto a cogliere nella giusta prospettiva, le interminabili emergenze cui ci si trova a confronto.
In questo senso, l’invito di Osho può e deve essere letto con una pragmaticità che non lascia spazio a interpretazioni o manipolazioni: «Se sei diventato consapevole che il mondo ha bisogno di una grande trasformazione, allora sei proprio tu il mondo più vicino a te stesso: comincia da lì».
In questo senso, è fondamentale mettere a fuoco, al di là della crisi in senso lato, dei luoghi comuni, delle identificazioni, un principio di realtà basato su reali valori “universali”. Un intimo processo di comprensione e conoscenza di sé che permetta di operare un punto di svolta interiore in grado di chiarire e aiutare a essere realistici.
In breve, occorre pensare al presente e a quell’essenza che davvero permette di essere all’altezza della sfida cui siamo chiamati. Solo alimentando consapevolmente la scintilla di umanità che è il vero senso della nostra vita, sarà possibile contribuire a questa crisi sistemica con soluzioni reali.
Se quello che si profila è davvero il tempo delle scelte, la fine dell’indifferenza come stile di vita verrà dando ascolto ai mistici come Kabir e Osho e ai loro suggerimenti.
In questo senso, le prospettive delineate nel libro possono equilibrare la tendenza a soffocare ogni cosa in un eccesso di parole, di teorie verbali, di un pragmatismo che oscura lo spirito empatico, la comprensione e la benevolenza; ovvero, gli elementi che permettono di vedere l’insieme al di là delle parti, delle appartenenze, dei propri interessi – realtà che solo la quiete e il silenzio possono sollecitare.
Lungi dall’essere un lusso improduttivo, il processo suggerito da questi discorsi può offrire utili chiarezze che la proposta esperienziale finale consoliderà, suggerendo pratici metodi e tecniche per introdurre i benefici della meditazione nella propria vita quotidiana.

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